Rimborso Cadiprof per le vaccinazioni negli Studi Professionali

La Cassa di assistenza sanitaria integrativa per gli Studi Professionali (Cadiprof) provvede al rimborso integrale per vaccinazione antinfluenzale e al 50% per i principali vaccini antivirali e antibatterici.

Cadiprof, in linea con le indicazioni del Ministero della Salute di attivare o rafforzare iniziative di comunicazione con le famiglie e con la popolazione in generale sulla necessità di effettuare le vaccinazioni anche durante questo periodo emergenziale, ha intrapreso una iniziativa per sensibilizzare i lavoratori degli Studi Professionali alle vaccinazioni per tutto il nucleo familiare (iscritto/a, coniuge e figli fino al compimento del 18° anno di età).
La campagna di vaccinazione 2020 diviene particolarmente importante in relazione allo stato pandemico per il Covid-19 che coinvolge pesantemente anche il nostro Paese.
E’ opportuno sapere che nella campagna 2020-2021 la vaccinazione è offerta gratuitamente dal SSN anche nella fascia di età 60-64 anni ed è fortemente raccomandata agli operatori sanitari e sociosanitari, che operano a contatto con i pazienti e gli anziani istituzionalizzati in strutture residenziali o di lungo degenza.
Questa campagna, già iniziata il 12 di ottobre, viene abbinata all’offerta gratuita, sempre da parte dei MMG, della vaccinazione anti-pneumococcica per i soggetti sopra i 65 anni.
Si ricorda l’importanza della vaccinazione antinfluenzale poiché in concomitanza con l’infezione da Covid19 è bene:


– Non sovrapporre le due patologie che potrebbero reciprocamente potenziarsi soprattutto in presenza di altre patologie concomitanti
– Poter eseguire diagnosi differenziali fra le Sindromi I.L.I. (Influence Like Illness) ed il Covid-19 verificando se il soggetto sia stato o meno sottoposto a vaccinazione antinfluenzale.
– Semplificare la diagnosi e la gestione dei casi sospetti, dati i sintomi simili tra COVID-19 e influenza, limitare le complicanze da influenza nei soggetti a rischio e, dunque, ridurre gli accessi al pronto soccorso.
E’ consigliabile agli iscritti sotto i 60 anni, di sottoporsi a vaccinazione antinfluenzale prenotandola presso le farmacie muniti di prescrizione del proprio medico curante.
AI fini del rimborso, sarà sufficiente acquistare il vaccino in farmacia entro il 31/12/2020 e richiederne il rimborso secondo le consuete modalità.
Oltre al rimborso integrale dei costi per la vaccinazione influenzale stagionale, la garanzia Vaccinazioni del Pacchetto Famiglia Cadiprof include tutti i principali vaccini antivirali e antibatterici (HPV, Meningococco, Pneumococco, Epatite, Morbillo, ecc.).
L’importo a disposizione è pari a 250 euro all’anno, di cui 100 euro a favore dell’iscritto e 150 euro per i restanti componenti del nucleo. A eccezione del vaccino antinfluenzale, che viene rimborsato integralmente, il rimborso è pari al 50% della spesa e riguarda la maggior parte dei vaccini il cui costo resta a carico delle famiglie.


Assotelecomunicazioni: Accordo sulle Collaborazioni call center “outbound”

Sottoscritta un integrazione all’Accordo collettivo per la disciplina delle collaborazioni nelle attività di vendita di beni e servizi e di recupero crediti realizzati attraverso call center “outbound”, stipulato con riferimento al CCNL TLC

A decorrere dall’1/11/2020, si conferma, oltre che la decorrenza della progressione economica prevista originariamente per il 1/8/2020, che il livello retributivo orario è il minimo tabellare del 2° livello di inquadramento del CCNL TLC tempo per tempo vigente, rapportato alle ore di effettiva prestazione (ivi incluse le sospensioni richieste dall’azienda funzionali allo svolgimento dell’attività di vendita, di recupero credito o di survey, le pause previste dalla legge, le attività preparatorie, il tempo di contatto, il tempo di chiamata e le attività di after cali work).
Viene inoltre prevista una franchigia, relativa alla determinazione della durata delle attività complementari intendendosi per queste le attività preparatorie e le attività di after cali work, pali a 6 minuti da non computarsi ai fini della determinazione del compenso orario per ciascuna ora di effettiva prestazione.
Le Parti si danno atto che tra gli strumenti utilizzabili dai collaboratore nello svolgimento della sua attività si potrà fare ricorso anche strumenti di multicanalità (quali a titolo esemplificativo chat, videoconferenza).
Le parti convengono, altresì, che tra le attività gestibili in modalità outbound rientrano anche: raccolta donazioni per enti benefici; l’acquisizione del consenso da parte del cliente/utente per il trattamento dati a fini commerciali/statistici.
Le modifiche e integrazioni concordate nel presente Accordo saranno riportate nell’Accordo del 31/7/2017 (Testo Unico Outbound).


Accordo 28/10/2020 per il settore degli Autoferrotranvieri

Il giorno 28/10/2020, si è tenuta la “task force” tra ASSTRA, ANAV, AGENS e FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI, FAISA-CISAL e UGL-FNA per la gestione dello stato di emergenza da Covid-19

Le Parti firmatarie del CCNL Mobilità – Trasporto Pubblico Locale, si sono incontrate lo scorso 28 ottobre, nell’ambito della Task force, per esaminare l’evolversi della situazione legata all’emergenza epidemiologica.
In particolare, considerati i recenti interventi normativi e la conseguente proroga dello stato di emergenza causato dalla diffusione del Virus Covid-19 nel territorio nazionale, le Parti, con riferimento a quanto disposto nei precedenti verbali di task force, hanno convenuto:

– di prorogare fino al 31/12/2020 la riduzione del termine di preavviso di cui all’art. 33, punto 3, lett. e) (Congedo Parentale), dell’A.N. 28/11/2015 rispettivamente da 3 a 2 giorni per i servizi extraurbani e da 7 a 3 per i servizi urbani;

– che, fino al 31/12/2020, in caso di assenza dal lavoro derivante da provvedimento restrittivo di quarantena disposto dall’Autorità amministrativa/sanitaria e dalla stessa qualificato come malattia e per la quale non siano invece attivabili gli strumenti di sostegno al reddito, il relativo periodo di assenza non sarà computato ai fini del calcolo del comporto;

– che anche il periodo di ricovero ospedaliero, disposto entro il 31/12/2020, del lavoratore che abbia contratto il virus covid-19 che sia debitamente certificato all’azienda non sarà computato ai fini del calcolo del comporto;

– che per i soli lavoratori che, ai sensi e per gli effetti del secondo comma dell’art. 26 del D.L. n. 18/2020 convertito in legge n. 27/2020 e come successivamente modificato, risultino in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali attestante una condizione di rischio da contagio da Covid-19 derivante da immunodepressione o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, il periodo di assenza dal servizio verificatosi tra il 17/3/2020 e il 15/10/2020, equiparato al ricovero ospedaliero e sorretto da idonea certificazione medica, non sarà computato ai fini del calcolo del comporto di malattia a condizione che il lavoratore produca all’azienda, per il tramite del medico competente, apposita autocertificazione che confermi le suddette condizioni;

– che sempre con effetto fino al 31/12/2020, vengono prorogate le previsioni relative allo smart working, già convenute con verbale di riunione del 18/5/2020.

Fondo di solidarietà per trasporto aereo, sospeso l’obbligo di presentazione del modello “SR85”


Considerato il grave disagio sociale che il settore del trasporto aereo sta attraversando e del sensibile incremento di domande di accesso alle prestazioni del Fondo di solidarietà di settore, pervenute negli ultimi mesi in misura notevolmente superiore all’ordinario, la presentazione del modello “SR85” è sospesa per tutti i lavoratori destinatari di prestazioni a carico del Fondo, riferite all’anno 2020 (Inps, messaggio 27 ottobre 2020, n. 3951)


Come noto, le comunicazioni di assunzione, cessazione, trasformazione e proroga dei rapporti di lavoro autonomo, subordinato, associato, dei tirocini e di altre esperienze professionali, previste dalla normativa vigente a carico del datore di lavoro, sono valide ai fini dell’assolvimento di tutti gli obblighi di comunicazione che, a qualsiasi fine, sono posti anche a carico dei lavoratori (art. 9, co. 5,  28 giugno 2013, n. 76). Tuttavia, vi sono dei casi, tra cui la rioccupazione all’estero, in cui l’obbligo di comunicazione di nuova attività lavorativa permane in capo al lavoratore, il quale è tenuto, a pena di decadenza, a comunicare la rioccupazione tramite il modello “SR83” (Inps, circolare n. 94/2011).
Peraltro, poiché la sanzione della decadenza, prevista in caso di inosservanza del predetto obbligo di comunicazione, non si era rivelata sufficiente, in taluni casi, per scongiurare il rischio di comportamenti omissivi da parte dei lavoratori, è stato altresì previsto un ulteriore obbligo di dichiarazione (art. 47, D.P.R. n. 445/2000), da rendersi con l’ulteriore modello “SR85” (Inps, messaggio n. 1615/2019) entro il 31 dicembre di ciascun anno, con la quale il lavoratore attesta di non aver svolto attività lavorativa remunerata all’estero ovvero indica i periodi eventualmente svolti a far data dall’inizio della prestazione erogata dall’Inps. Nel caso in cui la predetta autocertificazione non pervenga entro il termine prescritto è prevista la sospensione della prestazione.
Tanto premesso, considerato il grave disagio sociale che il settore del trasporto aereo sta attraversando, si è posta l’esigenza di contemperare l’attuale meccanismo di erogazione delle prestazioni del Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale, con la sempre più forte e pressante domanda di prestazioni, attraverso una revisione di alcuni adempimenti che possono impedire di fornire una risposta rapida ed efficace alla crisi sociale ed economica generata dalla eccezionalità degli eventi in corso.
Dunque, in considerazione del sensibile incremento di domande di accesso alle prestazioni del Fondo, pervenute negli ultimi mesi in misura notevolmente superiore all’ordinario, la presentazione del modello “SR85” è sospesa per tutti i lavoratori destinatari di prestazioni a carico del Fondo di solidarietà del trasporto aereo e del sistema aeroportuale riferite all’anno 2020.
Permane, invece, in capo al lavoratore l’obbligo di comunicare, a pena di decadenza dal diritto alla prestazione, l’eventuale rioccupazione all’estero, tramite l’utilizzo del modello “SR83”.

Il Governo approva il decreto “Ristori”


Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge che introduce ulteriori misure urgenti per la tutela della salute e per il sostegno ai lavoratori e ai settori produttivi, nonché in materia di giustizia e sicurezza connesse all’epidemia da COVID-19. (PCM – comunicato 27 Ottobre 2020, Bozza Decreto Ristori)

Il testo interviene con uno stanziamento di 5,4 miliardi di euro in termini di indebitamento netto e 6,2 miliardi in termini di saldo da finanziare, destinati al ristoro delle attività economiche interessate, direttamente o indirettamente, dalle restrizioni disposte a tutela della salute, nonché al sostegno dei lavoratori in esse impiegati.
Di seguito le principali misure introdotte.


1. Contributi a fondo perduto
Le imprese dei settori oggetto delle nuove restrizioni riceveranno contributi a fondo perduto con la stessa procedura già utilizzata dall’Agenzia delle entrate in relazione ai contributi previsti dal decreto “Rilancio” (decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34).
La platea dei beneficiari includerà anche le imprese con fatturato maggiore di 5 milioni di euro (con un ristoro pari al 10 per cento del calo del fatturato). Potranno presentare la domanda anche le attività che non hanno usufruito dei precedenti contributi, mentre è prevista l’erogazione automatica sul conto corrente, entro il 15 novembre, per chi aveva già fatto domanda in precedenza.
L’importo del beneficio varierà dal 100 per cento al 400 per cento di quanto previsto in precedenza, in funzione del settore di attività dell’esercizio.

2. Proroga della cassa integrazione
Con un intervento da 1,6 miliardi complessivi, vengono disposte ulteriori 6 settimane di Cassa integrazione ordinaria, in deroga e di assegno ordinario legate all’emergenza COVID-19, da usufruire tra il 16 novembre 2019 e il 31 gennaio 2021 da parte delle imprese che hanno esaurito le precedenti settimane di Cassa integrazione e da parte di quelle soggette a chiusura o limitazione delle attività economiche.
È prevista un’aliquota contributiva addizionale differenziata sulla base della riduzione di fatturato. La Cassa è gratuita per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione di fatturato pari o superiore al 20%, per chi ha avviato l’attività dopo il 1° gennaio 2019 e per le imprese interessate dalle restrizioni.

3. Esonero dal versamento dei contributi previdenziali
Viene riconosciuto un esonero dal versamento dei contributi previdenziali ai datori di lavoro (con esclusione del settore agricolo) che hanno sospeso o ridotto l’attività a causa dell’emergenza COVID, per un periodo massimo di 4 mesi, fruibili entro il 31 maggio 2021.
L’esonero è determinato in base alla perdita di fatturato ed è pari:
– al 50% dei contributi previdenziali per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione del fatturato inferiore al 20%;
– al 100% dei contributi previdenziali per i datori che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20%.

4. Credito d’imposta sugli affitti
Il credito d’imposta sugli affitti viene esteso ai mesi di ottobre, novembre e dicembre ed allargato alle imprese con ricavi superiori ai 5 milioni di euro che abbiano subito un calo del fatturato del 50%. Il relativo credito è cedibile al proprietario dell’immobile locato.

5. Cancellazione della seconda rata IMU
La seconda rata dell’IMU 2020 relativa agli immobili e alle pertinenze in cui si svolgono le loro attività è cancellata per le categorie interessate dalle restrizioni.

6. Misure per i lavoratori dello spettacolo e del turismo
Sono previste:
-una indennità di 1.000 euro per tutti i lavoratori autonomi e intermittenti dello spettacolo;
-la proroga della cassa integrazione e indennità speciali per il settore del turismo.

7. Fondi di sostegno per alcuni dei settori più colpiti
È stanziato complessivamente 1 miliardo per il sostegno nei confronti di alcuni settori colpiti:
– 400 milioni per agenzie di viaggio e tour operator;
– 100 milioni per editoria, fiere e congressi;
– 100 milioni di euro per il sostegno al settore alberghiero e termale;
– 400 milioni di euro per il sostegno all’export e alle fiere internazionali.

8. Reddito di emergenza
A tutti coloro che ne avevano già diritto e a chi nel mese di settembre ha avuto un valore del reddito familiare inferiore all’importo del beneficio verranno erogate due mensilità del Reddito di emergenza.

9. Indennità da 800 euro per i lavoratori del settore sportivo
È riconosciuta un’ulteriore indennità destinata a tutti i lavoratori del settore sportivo che avevano già ricevuto le indennità previste dai decreti “Cura Italia” (decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18) e “Rilancio” (decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34). L’importo è aumentato da 600 a 800 euro.

10. Sostegno allo sport dilettantistico
Per far fronte alle difficoltà delle associazioni e società sportive dilettantistiche viene istituito un apposito Fondo le cui risorse verranno assegnate al Dipartimento per lo sport.
Il Fondo viene finanziato per 50 milioni di euro per il 2020 per l’adozione di misure di sostegno e ripresa delle associazioni e società sportive dilettantistiche che hanno cessato o ridotto la propria attività, tenendo conto del servizio di interesse generale che queste associazioni svolgono, soprattutto per le comunità locali e i giovani.

11. Contributo a fondo perduto per le filiere di agricoltura e pesca
Viene istituito un fondo da 100 milioni di euro per sostenere le imprese delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura interessate dalle misure restrittive.
Il sostegno viene effettuato attraverso la concessione di contributi a fondo perduto a chi ha avviato l’attività dopo il 1° gennaio 2019 e a chi ha subito un calo del fatturato superiore al 25% nel novembre 2020 rispetto al novembre 2019.

12. Salute e sicurezza
È previsto un insieme di interventi per rafforzare ulteriormente la risposta sanitaria del nostro Paese nei confronti dell’emergenza Coronavirus. Tra questi:
– lo stanziamento dei fondi necessari per la somministrazione di 2 milioni di tamponi rapidi presso i medici di famiglia;
– l’istituzione presso il Ministero della salute del Servizio nazionale di risposta telefonica per la sorveglianza sanitaria e le attività di contact tracing.

13. Giustizia
Il decreto prevede anche specifiche misure per il settore giustizia. Tra l’altro, si introducono disposizioni:
– per l’utilizzo di collegamenti da remoto per l’espletamento di specifiche attività legate alle indagini preliminari e, in ambito sia civile che penale, alle udienze;
– per la semplificazione del deposito di atti, documenti e istanze.

DL RISTORI: le indennità previste a sostegno dei lavoratori


Il decreto-legge, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, interviene con uno stanziamento di 5,4 miliardi di euro in termini di indebitamento netto e 6,2 miliardi in termini di saldo da finanziare, destinati al ristoro delle attività economiche interessate, direttamente o indirettamente, dalle restrizioni disposte a tutela della salute, nonché al sostegno dei lavoratori in esse impiegati. Il dl cd. Ristori interviene, fra l’altro, in materia di indennità, al fine di tutelare i settori produttivi più colpiti dalle misure restrittive.


Ai soggetti beneficiari dell’indennità di cui all’articolo 9 del DL n. 104, convertito con modificazioni dalla L. n. 126/2020, la medesima indennità pari a 1000 euro è nuovamente erogata una tantum.


Ai lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del decreto incommento e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno 30 giornate nel medesimo periodo, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI, alla data di entrata in vigore della disposizione, è riconosciuta un’indennità onnicomprensiva pari a 1000 euro.
La medesima indennità è riconosciuta ai lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del decreto e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI, alla data di entrata in vigore della presente disposizione.


È riconosciuta un’indennità onnicomprensiva pari a 1000 euro ai lavoratori dipendenti e autonomi che in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro, individuati nei seguenti:
a) lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del decreto e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo;
b) lavoratori intermittenti che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del decreto;
c) lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del presente decreto siano stati titolari di contratti autonomi occasionali riconducibili alle disposizioni di cui all’articolo 2222 del codice civile e che non abbiano un contratto in essere alla data di entrata in vigore del presente decreto. Gli stessi, per tali contratti, devono essere già iscritti alla data del 17 marzo 2020 alla Gestione separata, con accredito nello stesso arco temporale di almeno un contributo mensile;
d) incaricati alle vendite a domicilio, con reddito annuo 2019 derivante dalle medesime attività superiore ad euro 5.000 e titolari di partita IVA attiva e iscritti alla Gestione Separata, alla data di entrata in vigore del decreto e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.
I citati soggetti, alla data di presentazione della domanda, non devono essere in alcuna delle seguenti condizioni:
– titolari di altro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, diverso dal contratto intermittente;
– titolari di pensione.


Ai lavoratori dipendenti a tempo determinato del settore del turismo e degli stabilimenti termali in possesso cumulativamente dei requisiti di seguito elencati, è riconosciuta una indennità onnicomprensiva pari a 1000 euro:
a) titolarità nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del presente decreto di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, di durata complessiva pari ad almeno trenta giornate; 27 ottobre 2020 ore 16.00;
b) titolarità nell’anno 2018 di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato o stagionale nel medesimo settore di cui alla lettera a), di durata complessiva pari ad almeno trenta giornate;
c) assenza di titolarità, al momento dell’entrata in vigore del presente decreto, di pensione e di rapporto di lavoro dipendente.


Ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo con almeno 30 contributi giornalieri versati dal 1 gennaio 2019 alla data di entrata in vigore del presente decreto al medesimo Fondo, cui deriva un reddito non superiore a 50.000 euro, e non titolari di pensione, è riconosciuta un’indennità, pari a 1000 euro. L’indennità non concorre alla formazione del reddito ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. La medesima indennità viene erogata anche ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo con almeno 7 contributi giornalieri versati dal 1 gennaio 2019 alla data di entrata in vigore del presente decreto, cui deriva un reddito non superiore ai 35.000 euro.
Decorsi quindici giorni dalla data di entrata in vigore del decreto si decade dalla possibilità di richiedere l’indennità di cui all’articolo 9 del decreto-legge15 agosto 2020, n. 104, convertito con modificazioni dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.


Riconosciuta, inoltre, un’ulteriore indennità destinata a tutti i lavoratori del settore sportivo che avevano già ricevuto le indennità previste dai decreti “Cura Italia” (decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18) e “Rilancio” (decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34). L’importo è aumentato da 600 a 800 euro.
Per far fronte alle difficoltà delle associazioni e società sportive dilettantistiche viene istituito anche un apposito Fondo le cui risorse verranno assegnate al Dipartimento per lo sport.
Stanziato, infine, complessivamente 1 miliardo per il sostegno nei confronti di alcuni settori colpiti: 400 milioni per agenzie di viaggio e tour operator; 100 milioni per editoria, fiere e congressi; 100 milioni di euro per il sostegno al settore alberghiero e termale; 400 milioni di euro per il sostegno all’export e alle fiere internazionali.

EdilCassa Regionale di Basilicata: contributi in vigore dall’1/10/2020



Si riporta la tabella relativa ai contributi da versare alla EdilCassa Basilicata per le province di Matera e Potenza










































































Contributi

MATERA ( in vigore dal 10/2020)

POTENZA ( in vigore dal 10/2020)

Impresa

Lavoratore

Impresa

Lavorator

EDILCASSA 1,95 0,30 1,83 0,420
A.P.E. 3   2,50  
ENTE SCUOLA 0,50   0,40  
COMIT.INFOR. CTP 0,44   0,10  
QUOTA NAZ.LE 0,22 0,22 0,222 0,222
QUOTA PROV.LE 0,94 0,94 0,864 0,864
RLST 0,35   0,25  
FONDO PREPENS. 0,20   0,20  
FONDO INC. OCCUP. 0,10   0,10  
FONDO SANITARIO 0,60   0,60  
TOTALE 8,30 1,46 7,066 1,506
COMPLESSIVO 9.76% 8,572%


 

Nuove procedure FSBA per le imprese artigiane

Il Fondo nazionale FSBA ha pubblicato le nuove procedure per le seconde 18 settimane di cassa integrazione, iniziando così ad adeguare il sistema alle novità introdotte dal Decreto Agosto n. 104/2020 e dalla Circolare INPS n. 115 del 30/9/2020.

Prime 18 settimane: si sono chiuse inderogabilmente per tutti alla data del 12 luglio 2020. Eventuali giorni residui non possono essere cumulati con le settimane successive di cassa integrazione.
Seconde 18 settimane: possono riguardare il periodo dal 13 luglio al 31 dicembre 2020. Per le prime 9 settimane restano valide le domande FSBA già presentate, che vengono tutte prorogate con durata fino al 31 dicembre 2020. Con cadenza mensile FSBA autorizza il periodo rendicontato. Al raggiungimento delle giornate disponibili per le prime 9 settimane (45, 54 o 63 giornate a seconda della distribuzione settimanale dell’orario lavorativo aziendale) SINAWEB riterrà le stesse complessivamente autorizzate e varierà di conseguenza in automatico la data di fine domanda.
Per le domande relative alle seconde 9 settimane seguiranno da parte di FSBA successive indicazioni in linea con le procedure in corso di definizione da parte del Ministero.
Hanno diritto alle seconde 18 settimane di cassa integrazione FSBA tutti i lavoratori (esclusi i lavoranti a domicilio, i quali hanno diritto alla CIG in deroga) che risultavano già assunti alla data del 13/7/2020. Per inserire nuovi dipendenti nelle domande FSBA esistenti occorre scrivere ad ebret@ebret.it dettagliando la propria richiesta.
Le aziende artigiane che avevano presentato per errore domanda di CIG in deroga alla Regione possono fare domanda di FSBA entro e non oltre il 31 ottobre 2020 (la precedente scadenza era fissata nel 30 settembre 2020), accettando l’autodichiarazione proposta da SINAWEB e caricando il documento attestante il rifiuto della Cig da parte di Regione o INPS.
Per le nuove rendicontazioni (escluse quelle dei mesi di luglio, agosto e settembre) viene ripristinato il termine perentorio stabilito dal Regolamento di FSBA: è obbligatorio cioè rendicontare entro il giorno 30 del mese successivo a quello che viene rendicontato. Ad esempio, ottobre 2020 potrà essere rendicontato in SINAWEB soltanto entro e non oltre il 30 novembre 2020.
Oltre tale termine sarà impossibile rendicontare e decadrà la richiesta di cassa integrazione per la mensilità non rendicontata entro i termini previsti.


Richiesta interventi d’urgenza per il settore Domestici

Sottoscritto un avviso comune, per richiamare l’attenzione del Governo a non trascurare i datori e lavoratori domestici da eventuali ed ulteriori misure d’urgenza in materia di lavoro.

Le parti sottolineano che durante il periodo del lockdown i lavoratori domestici e le famiglie datori di lavoro domestico non siano stati destinatari di provvedimenti normativi con misure di sostegno al reddito o di provvedimenti di tutela delle condizioni di lavoro uguali o equivalenti agli altri settori lavorativi. L’unico e tardivo provvedimento economico rivolto al settore, ha avuto una ricaduta discriminante tra i lavoratori poiché non ha considerato le reali necessità dei destinatari. Inoltre, nulla è stato previsto come rimborso per i datori di lavoro che hanno provveduto, per senso di responsabilità e solidarietà, a retribuire i lavoratori domestici pur avendo sospeso le prestazioni lavorative in quel momento emergenziale per tutti.
Questo momento storico, considerata la paura del contagio o l’eventuale possibilità di un nuovo lockdown, e comunque l’intensificarsi dell’utilizzo dello smart working, nonché il rientro dei lavoratori stranieri in Italia da Paesi considerati a rischio, qualora non accompagnato da un’attenta normativa precauzionale e preventiva ad hoc, potrebbe mettere in ginocchio un settore che oggi coinvolge oltre quattro milioni di persone tra datori e lavoratori.
Le Parti sociali, per sostenere economicamente i lavoratori domestici e l’intero settore, hanno provveduto già a rafforzare le misure erogate attraverso il proprio sistema bilaterale sino alla fine del periodo epidemiologico e garantire loro il rimborso, oltre a quanto già previsto, anche indennità giornaliera in caso di ricovero, di convalescenza, per figli a carico, per il materiale sanitario riabilitativo, per visite mediche domiciliari per COVID-19, oltre una diaria in caso di provvedimento con sorveglianza attiva o permanenza domiciliare. Tutto ciò non è sufficiente ed è necessario un chiaro e coordinato intervento dello Stato insieme alle Parti Sociali per un settore che oggi coinvolge il 10% della forza lavoro subordinato onde evitare che collassi definitivamente su se stesso, portando in povertà famiglie e lavoratori e aumenti ancora il ricorso al lavoro sommerso.
Per quanto fin qui esposto, le Parti Sociali firmatarie si rendono, sin da subito, disponibili per un confronto costruttivo sul tema degli interventi d’urgenza per il lavoro domestico, ed in particolare l’estensione della CIGD, la malattia da Covid-19 a carico dello Stato, l’infortunio Covid-19, l’erogazione di DPI gratuiti nell’assistenza e nella cura alle persone, ed ogni altro intervento utile. Queste misure, unitamente a provvedimenti di sostegno alle famiglie, costituiscono un unico insieme di aiuti ad un settore riconosciuto come “servizio essenziale” nel DPCM del 24 marzo scorso.

Proroga CIG, licenziamento e REM nel Decreto Ristori


In materia di cig, disposte ulteriori sei settimane di Cassa integrazione ordinaria, in deroga e di assegno ordinario legate all’emergenza COVID-19, da usufruire tra il 16.11.2019 e il 31.01.2021 da parte delle imprese che hanno esaurito le precedenti settimane di Cassa integrazione e da parte di quelle soggette a chiusura o limitazione delle attività economiche.


Nel dettaglio:
– disposte ulteriori 6 settimane di Cassa integrazione ordinaria, in deroga e di assegno ordinario legate all’emergenza COVID-19, da usufruire tra il 16 novembre 2019 e il 31 gennaio 2021 da parte delle imprese che hanno esaurito le precedenti settimane di Cassa integrazione e da parte di quelle soggette a chiusura o limitazione delle attività economiche. I datori di lavoro che presentano domanda per periodi di integrazione relativi alle sei settimane versano un contributo addizionale determinato sulla base del raffronto tra il fatturato aziendale del primo semestre 2020 e quello del corrispondente semestre del 2019, pari: a) al 9% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, per i datori di lavoro che hanno avuto una riduzione del fatturato inferiore al venti per cento; b) al 18% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, per i datori di lavoro che non hanno avuto alcuna riduzione del fatturato.
Il contributo addizionale non è dovuto dai datori di lavoro che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al venti per cento, dai datori di lavoro che hanno avviato l’attività di impresa successivamente al primo gennaio 2019, e dai datori di lavoro appartenenti ai settori interessati dai provvedimenti che dispongono la chiusura o la limitazione delle attività suddette.
Ai fini dell’accesso alle sei settimane, il datore deve presentare all’Inps domanda di concessione, nella quale autocertifica la sussistenza dell’eventuale riduzione del fatturato;
– fino al 31 gennaio 2021 resta precluso l’avvio delle procedure di licenziamento (articoli 4, 5 e 24 della L. n. 223/1991) e restano altresì sospese le procedure pendenti avviate successivamente alla data del 23 febbraio 2020, fatte salve le ipotesi in cui il personale interessato dal recesso, già impiegato nell’appalto, sia riassunto a seguito di subentro di nuovo appaltatore in forza di legge, di contratto collettivo nazionale di lavoro, o di clausola del contratto di appalto. Fino al 31 gennaio 2021, resta, altresì, preclusa al datore di lavoro, indipendentemente dal numero dei dipendenti, la facoltà di recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo, e restano altresì sospese le relative procedure;
– viene riconosciuto un esonero dal versamento dei contributi previdenziali ai datori di lavoro (escluso il settore agricolo) che hanno sospeso o ridotto l’attività a causa dell’emergenza COVID, per un periodo massimo di 4 mesi, fruibili entro il 31 maggio 2021;
– Ai nuclei familiari già beneficiari della quota del Reddito di emergenza è riconosciuta la medesima quota anche per il mese di novembre 2020.