Redditometro: via libera per la riduzione in autotutela


Legittima la riduzione in autotutela, durante il procedimento tributario, dell’importo originariamente contestato con l’avviso impugnato (Corte di cassazione – Ordinanza 17 novembre 2021, n. 34971).

Secondo i giudici della Corte, in tema di accertamento delle imposte, la modificazione in diminuzione dell’originario avviso, a differenza dell’accertamento integrativo, fondato sulla sopravvenuta conoscenza di nuovi fatti, non esprime una nuova pretesa tributaria, per cui non costituisce atto nuovo, ma solo revoca parziale di quello precedente, che non deve rispettare il termine decadenziale di esercizio del potere impositivo, né costituisce atto specificamente impugnabile, non comportando alcuna effettiva innovazione lesiva degli interessi del contribuente rispetto al quadro a lui noto.


Pertanto, in caso di riduzione in autotutela, durante il procedimento tributario, dell’importo originariamente contestato con l’avviso impugnato, permane l’interesse della pubblica amministrazione a veder riconosciuto il proprio credito tributario e quello del contribuente a negare la pretesa, con la conseguenza che l’autorità giudiziaria è tenuta a pronunciarsi sulla fondatezza della residua pretesa erariale.


In tal senso, nel caso di specie, con l’avviso di accertamento emesso in sede di autotutela l’Ufficio dell’Amministrazione Finanziaria ha ridotto la sua pretesa erariale complessiva, così apportando una modifica favorevole al contribuente e non peggiorativa.


Al riguardo va rammentato che in tema di accertamento delle imposte sui redditi, l’integrazione o la modifica in diminuzione di un precedente avviso, non integrando una nuova pretesa tributaria, bensì una mera riduzione di quella originaria, operata in autotutela, non necessita di adempimenti formali, né di una specifica motivazione, a differenza della modifica in aumento che, determinando una pretesa nuova, deve necessariamente formalizzarsi nell’adozione di un avviso di accertamento, integrativo o sostitutivo di quello preesistente, il quale, a garanzia del contribuente, esige specifica motivazione, con l’indicazione dei nuovi elementi di fatto di cui è sopravvenuta la conoscenza.