Forme pensionistiche complementari: soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione,controllo


Pubblicato in GU, il DM n. 108/2020 in materia di requisiti di professionalità e di onorabilità, di cause di ineleggibilità e di incompatibilità, di situazioni impeditive e di cause di sospensione dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo presso le forme pensionistiche complementari, ai sensi dell’articolo 5-sexies del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252.


Requisiti di professionalità
I componenti dell’organo di amministrazione delle forme pensionistiche complementari di cui all’art. 3, co. 1, lett. da a) a g), e co. 2, del decreto n. 252 del 2005 e dell’art. 20 del medesimo decreto, dotate di soggettività giuridica, sono nominati secondo criteri di professionalità e competenza fra persone che abbiano maturato un’esperienza complessiva di almeno un triennio attraverso l’esercizio di:
– attività di amministrazione, di controllo o di carattere direttivo presso forme pensionistiche complementari;
– attività di amministrazione, di controllo o di carattere direttivo presso enti o imprese del settore creditizio, finanziario, mobiliare o assicurativo;
– attività professionali in materie attinenti al settore previdenziale, creditizio, finanziario, mobiliare, assicurativo o comunque funzionali all’attività propria del fondo pensione; l’attività professionale deve connotarsi per adeguati livelli di complessità e deve essere svolta in via continuativa e rilevante nei settori sopra richiamati;
– attività d’insegnamento universitario, in qualità di docente di prima o seconda fascia, in materie giuridiche o economiche o in altre materie comunque funzionali all’attività del settore previdenziale, creditizio, finanziario, mobiliare o assicurativo;
– funzioni di vertice, dirigenziali o direttive, comunque denominate, presso enti pubblici o pubbliche amministrazioni aventi attinenza con il settore previdenziale, creditizio, finanziario, mobiliare o assicurativo, ovvero, con esclusivo riferimento alle forme pensionistiche complementari di cui all’art. 3, co. 2, del decreto n. 252 del 2005, funzioni di vertice, dirigenziali o direttive, anche presso enti pubblici o pubbliche amministrazioni che non hanno attinenza con i predetti settori, purché dette funzioni comportino la gestione o il controllo della gestione di risorse economico-finanziarie;
– funzioni di amministrazione, di indirizzo, di controllo o di carattere direttivo presso enti previdenziali o altri organismi con finalità previdenziali;
– attività di amministrazione, di controllo o di carattere direttivo presso imprese diverse da quelle sopra indicate, ovvero funzioni di amministratore, di carattere direttivo o di partecipazione a organi collegiali presso enti ed organismi associativi, a carattere nazionale, di rappresentanza di categoria, comparto o area contrattuale, nonché a organismi e comitati di settore che svolgono funzioni similari nell’ambito della pubblica amministrazione, purché le persone in possesso delle predette esperienze professionali abbiano frequentato corsi di formazione professionalizzanti – promossi e organizzati da dipartimenti universitari, anche in collaborazione con enti e organizzazioni operanti nel settore della previdenza complementare – in un periodo non antecedente a tre anni dalla nomina e conseguito l’attestazione prevista.
Almeno la metà dei componenti l’organo di amministrazione, nonché i componenti dell’organo di amministrazione ai quali siano conferite deleghe, devono possedere almeno uno dei requisiti descritti. Nel caso in cui la composizione dell’organo di amministrazione debba rispettare il criterio della partecipazione paritetica di rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro, almeno la metà dei membri eletti o nominati in rappresentanza di ciascuna delle due componenti di cui sopra deve essere in possesso di almeno uno dei requisiti.
Il rappresentante legale e il direttore generale delle forme pensionistiche complementari devono possedere almeno uno dei requisiti sopra definiti.
Almeno un componente effettivo ed uno supplente dell’organo di controllo delle forme pensionistiche complementari sono scelti tra gli iscritti nel registro dei revisori legali istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze e devono aver esercitato l’attività di revisione legale dei conti per un periodo non inferiore a tre anni. I restanti componenti devono essere iscritti nel predetto registro ovvero essere in possesso di almeno uno dei requisiti elencati.
I soggetti, anche esterni, che svolgono la funzione di gestione dei rischi e la funzione di revisione interna di cui, rispettivamente, all’articolo 5-ter e all’articolo 5-quater del decreto n. 252 del 2005, soddisfano criteri di professionalità volti a comprovare la loro idoneità ad assumere l’incarico. Sono prese in considerazione, a questi fini, la conoscenza – acquisita attraverso gli studi, la formazione – e l’esperienza conseguita nello svolgimento di attività lavorative precedenti o in corso e di durata complessiva di almeno un triennio.
La funzione attuariale di cui all’articolo 5-quinquies del decreto n. 252 del 2005 è esercitata da un attuario iscritto nell’albo professionale di cui alla legge 9 febbraio 1942, n. 194, oppure da un soggetto che ha esercitato la funzione attuariale per almeno un triennio in un’impresa di assicurazione o di riassicurazione nei rami vita.


Situazioni impeditive
Le cariche di rappresentante legale, di componente dell’organo di amministrazione o di controllo, di direttore generale, di titolare di una funzione fondamentale, nonché di responsabile delle forme pensionistiche complementari di cui agli articoli 12 e 13 del decreto n. 252 del 2005, non possono essere ricoperte da coloro che, per almeno i due esercizi precedenti l’adozione dei relativi provvedimenti hanno svolto attività di amministrazione, direzione o controllo in forme pensionistiche complementari o imprese sottoposte a procedure di amministrazione straordinaria, di risoluzione, di liquidazione coatta amministrativa o a rimozione collettiva dei componenti degli organi di amministrazione e controllo; hanno svolto attività di amministrazione, direzione o controllo in enti o imprese sottoposte a liquidazione giudiziale, a fallimento o a procedure equiparate; hanno svolto funzioni presso imprese destinatarie, in relazione a reati da loro commessi, delle sanzioni interdittive di cui all’articolo 9, comma 2, lettere a) e b), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231; sono stati destinatari dei provvedimenti di cui all’articolo 19-quater, comma 3, del decreto n. 252 del 2005; sono stati sospesi o radiati da albi o ruoli ovvero cancellati a seguito di provvedimento disciplinare da elenchi e ordini professionali; sono stati revocati per giusta causa dagli incarichi assunti in organi di direzione, amministrazione e controllo di forme pensionistiche complementari, enti o imprese.


Requisiti di onorabilità, cause di ineleggibilità
Le cariche di rappresentante legale, di componente dell’organo di amministrazione o di controllo, di direttore generale, di titolare di una funzione fondamentale, nonché di responsabile delle forme pensionistiche complementari di cui agli articoli 12 e 13 del decreto n. 252 del 2005 non possono essere ricoperte da coloro che non posseggono i requisiti di onorabilità, o che si trovano in una delle cause di ineleggibilità previste.
A tal fine, i requisiti di onorabilità non ricorrono se i soggetti interessati si trovano in una delle seguenti situazioni:
– assoggettamento a misure di prevenzione disposte dall’autorità giudiziaria ai sensi del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, salvi gli effetti della riabilitazione;
– condanna con sentenza anche non definitiva, salvi gli effetti della riabilitazione, a pena detentiva per uno dei reati previsti dalle disposizioni in materia di previdenza obbligatoria e complementare, creditizia, finanziaria, mobiliare e assicurativa, dalle norme in materia di mercati e valori mobiliari e di strumenti di pagamento, nonché dal decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, ovvero per i reati di riciclaggio, di usura e di truffa; oppure a pena detentiva per uno dei reati previsti nel Titolo XI del Libro V del codice civile, nel regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 e nel decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14;
– reclusione per un tempo non inferiore a un anno per un delitto contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica, il patrimonio, l’ordine pubblico, l’economia pubblica ovvero per un delitto in materia tributaria;
–  reclusione per un tempo non inferiore a due anni per un qualunque delitto non colposo.


Verifiche e valutazioni
La verifica del possesso dei requisiti di onorabilità e professionalità e dell’assenza di cause di ineleggibilità o incompatibilità, nonché la valutazione delle situazioni impeditive sono effettuate dall’organo di amministrazione delle forme pensionistiche complementari di cui all’articolo 4, comma 1, del decreto n. 252 del 2005 e delle forme di cui all’articolo 20 del predetto decreto, dotate di soggettività giuridica, nonché delle società istitutrici delle forme di cui agli articoli 12 e 13 del medesimo decreto e delle società o enti che hanno fondi pensione interni, per quanto di rispettiva competenza.
Le verifiche e le valutazioni sono effettuate entro trenta giorni dalla nomina e devono risultare da apposito verbale, redatto secondo le istruzioni della COVIP. I soggetti interessati forniscono tutte le informazioni necessarie per permettere all’organo competente di svolgere le predette verifiche e valutazioni. Tali informazioni sono trasmesse con modalità e tempi idonei allo svolgimento delle verifiche e delle valutazioni stesse.
La valutazione della completezza probatoria della documentazione acquisita è rimessa alla responsabilità dell’organo di amministrazione.


Sospensione dalle cariche
I soggetti che, in qualsiasi momento, vengono a trovarsi in situazioni che comportano la sospensione della carica comunicano tempestivamente tali circostanze all’organo competente, il quale dichiara la sospensione dalla carica del soggetto interessato entro trenta giorni dal momento in cui ne ha avuto conoscenza.
Nel caso in cui sia disposta la sospensione, l’organo competente alla nomina delibera, entro sessanta giorni dalla data della delibera di sospensione, in ordine all’eventuale revoca dalla carica del soggetto interessato. Nel caso in cui il soggetto interessato sia il rappresentante legale, il direttore generale o il titolare di una funzione fondamentale, l’organo competente alla nomina delibera in ordine all’eventuale revoca nel più breve tempo possibile, e comunque entro e non oltre trenta giorni dalla data della delibera di sospensione. Qualora non si proceda alla revoca, il soggetto sospeso è reintegrato nelle sue funzioni.


Entrata in vigore e norme transitorie
Dalla data di entrata in vigore del decreto in commento è abrogato il decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 15 maggio 2007, n. 79.
Per i soggetti in carica alla data di entrata in vigore del decreto, la mancanza dei requisiti di professionalità introdotti con il presente decreto e non previsti dalla normativa previgente non rileva per il mandato residuo.