Conversione DL “Agosto”: le misure a sostegno alle imprese


Si riportano di seguito le misure a sostegno alle imprese a seguito della pubblicazione nella G.U. n. 253 del 13 ottobre 2020, della la legge 13 ottobre 2020, n. 126, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, recante misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia.

Nello specifico:
– è istituito, nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, un Fondo con una dotazione di 20 milioni di euro per l’anno 2020 e di 18 milioni per l’anno 2021, finalizzato alla concessione, fino ad esaurimento delle risorse, di buoni per l’acquisto di servizi termali (art. 29-bis);
– il potenziamanto e l’estensione dell’ambito di operatività del credito d’imposta per l’ammontare mensile del canone di locazione di immobili a uso non abitativo strumentale all’esercizio dell’attività di impresa, previsto dall’art. 28 del D.L. n. 34/2020. La misura viene esteso anche alle strutture termali oltre a quelle alberghiere e agrituristiche, alle agenzie di viaggio e turismo e ai tour operator. Per le imprese turistico ricettive, inoltre, il credito d’imposta spetta sino al 31 dicembre 2020 (art. 77, co. 1);
– la proroga, sino al 31 marzo 2021, limitatamente alle imprese del comparto turistico (ivi incluse quelle termali), della moratoria straordinaria prevista dall’articolo 56, comma 2, lettera c), del D.L. n. 18/2020 (L. n. 27/2020), per la parte concernente il pagamento delle rate dei mutui in scadenza prima del 30 settembre 2020 (art. 77, co. 2);
– la garanzia del Fondo di garanzia PMI al 100% sui finanziamenti di importo non superiore a 30 mila euro di durata decennale, riconosciuta in via straordinaria e transitoria sino al 31 dicembre 2020, viene estesa alle persone fisiche esercenti le attività di cui al codice Ateco 2007- Sezione K “Attività finanziarie e assicurative”. Attualmente l’accesso a tale garanzia straordinaria del Fondo è riconosciuto solo ad alcune categorie di intermediari finanziari (art. 64, co. 1-bis);
– le garanzie straordinarie del Fondo di garanzia PMI previste fin al 31 dicembre 2020 dall’articolo 13 del D.L. n. 23/2020 sono estese anche alle imprese che hanno ottenuto, su operazioni garantite dal Fondo, un prolungamento della garanzia per temporanea difficoltà (art. 64, co. 3-bis);
– si interviene sulla norma che ammette, sino al 31 dicembre 2020, all’accesso alla garanzia del Fondo di garanzia PMI, le imprese con numero di dipendenti non superiore a 499 (imprese cd. “mid cap”). L’articolo specifica che i 499 dipendenti sono determinati sulla base delle unità di lavoro-anno rilevate per l’anno 2019 (art. 64-bis);


Un ulteriore intervento riguarda le garanzie straordinarie e transitorie che possono essere concesse da SACE S.p.A. sino al 31 dicembre 2020, ai sensi dell’articolo 1 del D.L. n. 23/2020. In particolare, possono beneficiare delle predette garanzie anche le imprese che sono state ammesse alla procedura del concordato con continuità aziendale, hanno stipulato accordi di ristrutturazione dei debiti o hanno presentato, in sede di procedura fallimentare, un piano idoneo a consentire il risanamento della esposizione debitoria dell’impresa e ad assicurare il riequilibrio della sua situazione finanziaria, a condizione che, alla data di presentazione della domanda, le loro esposizioni non siano classificabili come deteriorate, non presentino importi in arretrato e il finanziatore possa ragionevolmente presumere il rimborso integrale dell’esposizione alla scadenza. Sono in ogni caso escluse le imprese che presentano esposizioni classificate come sofferenze ai sensi della disciplina bancaria vigente (art. 64, co.1-ter).
– si prevede altresì l’adozione, con decreto del ministro dello sviluppo economico, di semplificazioni burocratico  amministrative per l’avvio di nuove imprese da parte di under 30 (art. 61-bis).


COVID-19: Sport da contatto nel rispetto dei protocolli



Individuate le discipline sportive da contatto in attuazione di quanto indicato nel DPCM del 13 ottobre 2020 recante ulteriori disposizioni per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 (PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI – Decreto 13 ottobre 2020).


Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sull’intero territorio nazionale, lo svolgimento degli sport di contatto è consentito da parte delle società professionistiche e ? a livello sia agonistico che di base ? delle associazioni e società dilettantistiche riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP), nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; sono invece vietate tutte le gare, le competizioni e tutte le attività connesse agli sport di contatto, aventi carattere amatoriale; questi divieti decorrono dal giorno 13 ottobre 2020.
Ai fini dell’applicazione del dpcm del 13 ottobre 2020 si intendono per discipline sportive «da contatto» quelle elencate nella seguente tabella:























































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































N.

SPORT

DISCIPLINA

NOTE

1. Aikido Aikido
2. Arti Marziali Capoeira
3. S’istrumpa
4. Attività subacquee Hockey subacqueo
5. Rugby subacqueo
6. Automobilismo Rally
7. Bandy Bandy
  Baseball –
8. Softball Baseball – Softball
9. Baseball per ciechi
10. Bob Bob Pista Lo svolgimento della disciplina è consentito esclusivamente in forma individuale
11. Calcio Calcio (a 11)
  Futsal (calcio da
12. sala – calcio a 5)
13. Calcio (a 7)
14. Calcio (a 8)
15. Beach Soccer
16. Canottaggio Canottaggio Lo svolgimento della disciplina è consentito solo in forma individuale
17. Coastal rowing Lo svolgimento della disciplina è consentito solo in forma individuale
18. Indoor rowing Lo svolgimento della disciplina è consentito solo in forma individuale
19. Para-rowing consentito solo in forma individuale
20. Canottaggio Sedile Fisso Canottaggio Sedile Fisso consentito solo in forma individuale
21. Voga in Piedi consentito solo in forma individuale
22. Cheerleading Cheerleading
23. Cricket Cricket (palla tradizionale)
24. Soft Cricket (palla morbida)
25. Danza Sportiva Danza Sportiva paralimpica Lo svolgimento della disciplina è consentito esclusivamente in forma individuale
26. DANZE ACCADEMICHE

Danza Moderna e Contemporanea: Modern Jazz, Lyrical Jazz, Graham, Cunningam, Limon e generi derivati

Lo svolgimento della disciplina è consentito esclusivamente in forma individuale
27. DANZE ACCADEMICHE

Danza Classica: Tecniche di Balletto, Variazioni Libere, Pas de Deux, Repertorio Classico

Lo svolgimento della disciplina è consentito esclusivamente in forma individuale
28. DANZE COREOGRAFICHE

Danze Etniche, Popolari e di Carattere: Tap Dance, Twist, Charleston, Belly Dance e danze tradizionali varie

Lo svolgimento della disciplina è consentito esclusivamente in forma individuale
29. DANZE COREOGRAFICHE

Danze Freestyle: Synchro Dance, Choreographic Dance, Show Dance, Disco Dance

Lo svolgimento della disciplina è consentito esclusivamente in forma individuale
30. DANZE INTERNAZIONALI

Danze Freestyle: Danze Caraibiche (Salsa, Mambo, Merengue, Bachata, Combinata, Rueda), Danze Argentine (Tango, Vals, Milonga), Hustle, Show Coppie e Formazioni

Lo svolgimento della disciplina è consentito esclusivamente in forma individuale
31. DANZE INTERNAZIONALI

Danze Jazz: Rock’n RolI, Rock Acrobatico, Boogie Woogie, Swing Dance, Lindy Hop, Mixing Blues, Combinata, Show Coppie e Formazioni

Lo svolgimento della disciplina è consentito esclusivamente in forma individuale
32. DANZE INTERNAZIONALI

Danze Standard e Danze Latine: Valzer Inglese, Tango, Valzer Viennese, Slow Foxtrot, Quick Step, Samba, Cha Cha Cha, Rumba, Paso Doble, Jive, Combinata, Show Coppie e Formazioni

Lo svolgimento della disciplina è consentito esclusivamente in forma individuale
33. DANZE NAZIONALI

Liscio Unificato e Sala: Mazurka, Valzer Viennese, Polka, Valzer Lento, Tango, Foxtrot, Combinata, Show Coppie e Formazioni

Lo svolgimento della disciplina è consentito esclusivamente in forma individuale
34. DANZE REGIONALI

Danze Folk e liscio Tradizionale: Mazurka, Valzer, Polka e altri balli tradizionali

Lo svolgimento della disciplina è consentito esclusivamente in forma individuale
35. STREET DANCE

Urban Dance: Hip Hop, Break Dance, Electric Boogie, Funk, Hype, Contaminazioni e stili derivati

Lo svolgimento della disciplina è consentito esclusivamente in forma individuale
36. Fistball Fistball
37. Fliying Disc Fliying Disc
38. Floorball Floorball
39. Football Americano Beach
40. Beach Flag
41. Flag
42. Tackle
43. Ginnastica Attività sportiva ginnastica finalizzata alla salute ed al fitness Lo svolgimento della disciplina è consentito esclusivamente in forma individuale
44. Ginnastica Acrobatica Lo svolgimento della disciplina è consentito esclusivamente in forma individuale
45. Ginnastica Aerobica Lo svolgimento della disciplina è consentito esclusivamente in forma individuale
46. Ginnastica Artistica Lo svolgimento della disciplina è consentito esclusivamente in forma individuale
47. Ginnastica per Tutti Lo svolgimento della disciplina è consentito esclusivamente in forma individuale
48. Ginnastica Ritmica Lo svolgimento della disciplina è consentito esclusivamente in forma individuale
49. Giochi e sport tradizionali Calcio Storico Fiorentino
50. Hockey Hockey
51. Hockey Indoor
52. Hockey paralimpico
53. Judo Judo
54. Ju-Jitsu Ju-Jitsu
55. Karate Karate
56. Kendo Kendo
57. Kickboxing Aerokickboxing
58. Full Contact
59. K-1 Rules
60. Kick Light
61. Light Contact
62. Low Kick
63. Musical Forms
64. Point Fighting
65. Korfball Korfball
66. Lacrosse Lacrosse
67. Lotta Lotta greco-romana
68. Lotta libera
69. Grappling
70. Pancrazio Athlima
71. Muay Thai Muay Thai
72. Netball Netball
73. Palla Tamburelllo Indoor
74. Muro
75. Outdoor
76. Tambeach
77. Pallacanestro Beach Basket
78. Pallacanestro
79. Pallacanestro 3 contro 3
80. Pallamano Beach Handball
81. Pallamano
82. Pallapugno Fronton – One Wall
83. Gioco Internazionale
84. Llargues
85. Palla Eh!
86. Palla Elastica
87. Pallapugno
88. Pallapugno leggera
89. Pallone col Bracciale
90. Pantalera
91. Pallavolo Pallavolo
92. Pugilato Pugilato AOB/APB
93. Pugilato PRO
94. Pugilato Amatoriale-Gym Boxe (Prepugilistica, Boxe Competition, Boxe in Action, Light Boxe, Soft Boxe)
95. Pugilato Giovanile
96. Rafting Rafting Lo svolgimento della disciplina è consentito esclusivamente in forma individuale
97. Rugby Rugby a 15
98. Rugby a 7
99. Touch Rugby
100. Tag Rugby
101. Beach Rugby
102. Snow rugby
103. Sambo Sambo
104. Savate Savate assalto
105. Savate combat
106. Sepaktakraw Sepaktakraw
107. Shoot Boxe Shoot Boxe
108. Slittino Slittino pista artificiale Lo svolgimento della disciplina è consentito esclusivamente in forma individuale
109. Slittino pista naturale Lo svolgimento della disciplina è consentito esclusivamente in forma individuale
110. Sport a Rotelle Hockey inline
111. Hockey pista
112. Pattinaggio artistico Lo svolgimento della disciplina è consentito esclusivamente in forma individuale
113. Roller Derby
114. Sport acquatici Pallanuoto
115. Nuoto Sincronizzato
116. Sport su ghiaccio Hockey su ghiaccio
117. Para Ice Hockey
118. Pattinaggio di Figura Artistico Lo svolgimento della disciplina è consentito esclusivamente in forma individuale
119. Pattinaggio di Figura Danza Lo svolgimento della disciplina è consentito esclusivamente in forma individuale
120. Pattinaggio di Figura Sincronizzato Lo svolgimento della disciplina è consentito esclusivamente in forma individuale
121. Squash Squash
122. Sumo Sumo
123. Taekwondo Taekwondo
124. Tiro alla Fune Tiro alla Fune
125. Monta da Lavoro (Tradizionale, Gimkana, Sincronizzata, Maremmana, Doma Vaquera)
126. Wushu Kung Fu Moderno Kali Filippino
127. Kung Fu Vietnamita
128. Pencak Silat
129. Taolu; Sanshou
130. Wushu Kung Fu Tradizionale Taijiquan; Tuei Shou; Baguazhang; Wing Chun; Shaolin; Jeet Kune Do; Qi Gong; Shuai Jiao

Conversione del DL”Agosto”: le misure fiscali


Pubblicata nella G.U. n. 253 del 13 ottobre 2020 la legge 13 ottobre 2020, n. 126, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, recante misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia. Di seguito le misure fiscali.

Con riguardo alle misure fiscali, si segnalano i seguenti interventi:
– l’incremento delle risorse del credito d’imposta per le spese di sanificazione degli ambienti e per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale (art. 31, co.4-ter – 4-quinquies);
– il differimento al 21 dicembre 2020 dei versamenti tributari, contributivi e assistenziali nel comune di Lampedusa e Linosa (art. 42-bis, co. 1);
– la possibilità di regolarizzare i versamenti IRAP in caso di errata applicazione delle disposizioni sugli di aiuto di Stato (Temporary framework) entro il 30 novembre 2020 senza sanzioni e interessi (art. 42-bis, co. 4-bis);
– la riduzione all’1 per cento, fino al 31 dicembre 2020, dell’aliquota dell’imposta di registro per gli atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di terreni agricoli, per i terreni agricoli adibiti all’imboschimento (art. 51, co. 1-ter-1-septies);
– modifiche alla disciplina del cd. Superbonus, volte a chiarire la definizione di accesso autonomo dall’esterno e semplificare la presentazione dei titoli abilitativi relativi agli interventi sulle parti comuni (art. 51, co. 3-quater e 3-quinquies);
– l’applicazione ai comuni del sisma Centro Italia del Superbonus al 110% per l’importo eccedente il contributo per la ricostruzione. I limiti delle spese ammesse sono aumentati del 50 per cento per gli interventi di ricostruzione riguardanti i comuni colpiti dagli eventi sismici del 2016 e 2017 e del 2009, in alternativa al contributo per la ricostruzione (art. 57-bis);
– la possibilità per i soggetti che non adottano i principi contabili internazionali di non effettuare, nell’esercizio in corso, una quota fino al 100 per cento dell’ammortamento annuo del costo delle immobilizzazioni materiali e immateriali (art. 60, co. 7-bis-7-quinquies);
– l’estensione della platea dei beneficiari del contributo a fondo perduto introdotto dal decreto-legge n. 34 del 2020 (art. 60, co 7-sexies);
– la modifica alla disciplina del gruppo IVA per chiarire il regime di esenzione per le prestazioni di servizi effettuate nei confronti da consorzi non partecipanti al gruppo (art. 72-bis);
– le pertinenze delle strutture ricettive (categoria D/2) è stata estesa anche alla prima rata (art. 78);
– norme di interpretazione autentica volte a sostenere l’esercizio delle attività imprenditoriali agricole attraverso l’estensione di alcune agevolazioni IMU (art. 78 bis);
– l’istituzione di un credito d’imposta pari al 50% delle spese di investimento in campagne pubblicitarie, effettuate a decorrere dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, a favore di leghe,
– società sportive e associazioni sportive dilettantistiche (art. 81);
– la possibilità di destinare nel 2021 il 2 per mille IRPEF a favore di associazioni culturali (art. 97-bis);
– la proroga al 30 aprile 2021 del versamento della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi e dell’IRAP per i soggetti ISA, per i contribuenti che applicano i regimi forfetari o di vantaggio, per coloro che partecipano a società, associazioni e imprese con redditi prodotti in forma associata, nonché a quelle che consentono di optare per il regime di cd. trasparenza fiscale,
– in caso di diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33 per cento nel primo semestre dell’anno 2020 (art. 98);
– la possibilità per i soggetti ISA, che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33 per cento, di poter regolarizzare, senza sanzioni, entro il 30 ottobre 2020 i versamenti dovuti e non versati (art. 98-bis)
– la proroga al 31 dicembre 2020 dell’esonero, per gli esercizi di ristorazione e di somministrazione di pasti e di bevande, dal pagamento della tassa o del canone dovuti per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (Tosap e Cosap). Nel corso dell’esame al Senato è stato esteso al 15 ottobre 2020 l’esonero del pagamento delle somme dovute dai titolari di concessioni o di autorizzazioni relative all’utilizzo di suolo pubblico per l’esercizio di attività commerciali (art. 109);
– la possibilità, a favore delle società di capitali e degli enti commerciali che non adottano i principi contabili internazionali, di effettuare la rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2019 mediante pagamento di una imposta sostitutiva con aliquota al 10 per cento (art. 110);


Bonus locazione per l’attività prevalente sospesa


Qualora in un esercizio commerciale siano svolte due attività, una delle quali sospesa in base alle norme attuate per l’emergenza epidemiologica da Covid-19, il titolare può usufruire del credito d’imposta del 60% del canone di locazione pagato nel mese di marzo 2020, se l’attività sospesa è quella prevalente (Agenzia Entrate – risposta 13 ottobre 2020, n. 468).

Il Decreto “Cura Italia” ha previsto un credito d’imposta a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa pari al 60% delle spese sostenute nel mese di marzo 2020 per la corresponsione dei canoni di locazione relativi ad immobili rientranti nella categoria catastale C/1.


Per poter beneficiare del credito d’imposta il locatario deve:
– essere titolare di un’attività economica, di vendita di beni e servizi al pubblico, oggetto di sospensione, in quanto non rientrante tra quelle identificate come essenziali;
– essere intestatario di un contratto di locazione di immobile rientrante nella categoria catastale C/1;
– avere effettivamente corrisposto il canone di locazione relativo al mese di marzo 2020.


Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate ha avuto modo di chiarire che nel caso di esercizio di più attività d’impresa, di cui solo alcune oggetto di sospensione, per poter beneficiare della sospensione è necessario che le attività rientranti tra quelle oggetto di sospensione siano svolte in maniera prevalente rispetto alle altre esercitate dalla stessa impresa (intendendosi per tali quelle da cui deriva, nell’ultimo periodo d’imposta per il quale è stata presentata la dichiarazione, la maggiore entità dei ricavi o compensi).


Soddisfatti tali requisiti, in caso di esercizio di più attività, è possibile usufruire del bonus locazione se l’attività sospesa è quella prevalente.


Fusione di società: condizioni di accesso al “contributo a fondo perduto Covid-19”

Con la Risposta a interpello n. 467 del 13 ottobre 2020, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che in caso di fusione di società per incorporazione, perfezionata tra il 1° gennaio 2019 e il 30 aprile 2020, ai fini della verifica delle condizioni di accesso al “contributo a fondo perduto Covid-19”, per le operazioni di calcolo della soglia massima dei ricavi o compensi, e della riduzione del fatturato, occorre tener conto dei dati aggregati sia dell’incorporante che dell’incorporata.

Con il Decreto Rilancio è stato introdotto, tra l’altro, un contributo a fondo perduto, erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate, a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA, colpiti dall’emergenza epidemiologica Covid 19 (cd. “contributo a fondo perduto Covid-19”).
Ai fini dell’accesso al contributo devono sussistere le seguenti condizioni:
– nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto (1 gennaio 2019 – 31 dicembre 2019 per i soggetti il cui periodo d’imposta coincide con l’anno solare), l’ammontare dei ricavi derivanti dalla gestione caratteristica, o i compensi derivanti dall’esercizio di arti o professioni, non siano superiori a 5 milioni di euro;
– l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai 2/3 dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.
Con riferimento ai soggetti «aventi causa» di un’operazione di riorganizzazione aziendale perfezionata nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 ed il 30 aprile 2020, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che occorre considerare gli effetti di tale evento, sia in relazione alle modalità di determinazione della soglia massima dei ricavi o compensi, sia per quanto concerne il calcolo della riduzione del fatturato.
Nell’ipotesi specifica della fusione per incorporazione si verifica il subentro in regime di continuità, da parte della società incorporante, nelle vicende e nelle posizioni fiscali specificatesi in capo alle società incorporate.
Perciò, nell’ipotesi di perfezionamento di un’operazione di fusione per incorporazione realizzata nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 ed il 30 aprile 2020 il calcolo della riduzione del fatturato va eseguito confrontando il fatturato aprile 2020 della società incorporante, con la somma dei fatturati delle singole società (incorporante e incorporate) relativi al mese di aprile2019. Inoltre, ai fini della determinazione della soglia massima dei ricavi occorre far riferimento ai dati aggregati dei soggetti partecipanti (incorporante e incorporata).
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che in assenza di disposizioni normative che prevedano espressamente la necessità di operare delle rettifiche alle modalità di calcolo dei requisiti d’accesso a seguito di operazione di riorganizzazione, anche nell’ipotesi di rapporti commerciali tra le società coinvolte nella fusione, precedenti ad essa, che ricadenti nel periodo di osservazione, l‘incorporante deve verificare la soglia di accesso al contributo includendo l’ammontare dei ricavi riferibili all’azienda incorporata. Allo stesso modo, per il calcolo della riduzione del fatturato, deve confrontare i dati riferibili ai due periodi di riferimento (aprile 2020 – aprile 2019) considerando oltre al proprio fatturato quello relativo all’azienda incorporata per i periodi di riferimento.

Parcheggio pubblico a pagamento: la sosta paga l’Iva

Con l’Ordinanza n. 22046 del 13 ottobre 2020, la Corte di Cassazione conferma l’applicazione dell’IVA alle somme corrisposte dagli utenti alla società privata affidataria, per fruire del servizio pubblico di parcheggio, concesso in gestione dal Comune alla stessa società sulla base di un contratto di servizio

IL CASO

L’Agenzia delle Entrate ha emesso la cartella di pagamento con la quale ha contestato alla società contribuente, tra l’altro, il mancato versamento dell’IVA sui corrispettivi incassati dagli utenti per la fruizione del parcheggio pubblico, in forza della concessione comunale per la gestione e custodia dello stesso formalizzata mediante contratto di servizio.
I giudici tributari hanno ritenuto escluse dall’Iva le operazioni svolte dalla società, in quanto la stessa esercitava un’attività implicante l’uso di poteri propri della pubblica amministrazione e, pertanto, doveva essere esclusa la soggettività passiva in materia Iva.
L’Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione ed ha eccepito l’errata applicazione dell’esenzione Iva, in considerazione della natura privata della società di gestione, la quale pur operando in regime di concessione svolgeva un’attività di impresa, non assimilabile ad una attività svolta quale pubblica autorità.

DECISIONE DELLA CASSAZIONE

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, riformando la decisione dei giudici tributari.
Preliminarmente, i giudici della Suprema Corte hanno osservato che la società, organizzata in forma di cooperativa a r.l. per la gestione di parcheggi in concessione comunale, operasse non già come longa manus dell’amministrazione municipale, ma in forza di un rapporto contrattuale, sia esso qualificabile come concessione ovvero come contratto di servizio, in virtù del quale:
– da un lato, versa al Comune un corrispettivo per la dazione delle aree da destinare a pubblico parcheggio;
– dall’altro, incassa dagli utenti un corrispettivo per la fruizione del servizio di parcheggio.
Con riferimento al primo corrispettivo, la Corte di Giustizia UE ha escluso l’applicazione dell’IVA per la natura pubblica della prestazione fornita dal soggetto cedente quale ente territoriale. Secondo la Suprema Corte, la medesima esclusione non può essere riconosciuta al secondo corrispettivo.
Ciò in quanto, con l’acquisto della personalità giuridica, la cooperativa ha assunto la qualità di soggetto passivo IVA, e quindi le operazioni da essa compiute hanno natura imponibile a prescindere dal fatto che esse siano rese per concessione o contratto dall’ente territoriale e si riferiscano al servizio di parcheggio a pagamento che può rientrare nei compiti dell’ente medesimo.
La Corte di Cassazione ha affermato che in tema d’IVA, sono soggetti passivi tutti gli operatori economici privati, anche se esercitano l’attività di un ente pubblico per concessione, contratto di servizio o delega, beneficiando dell’esenzione, ove non sia accertato un effetto distorsivo della concorrenza attuale o potenziale, solo lo Stato, le regioni, le province, i comuni e gli altri organismi di diritto pubblico che operano quali pubbliche autorità.

Coronavirus: il Presidente Conte firma il Dpcm del 13 ottobre


Firmato il Dpcm recante misure di contrasto e contenimento dell’emergenza COVID-19, in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Le disposizioni del presente decreto si applicano dalla data del 14 ottobre 2020 in sostituzione di quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 7 agosto 2020, come prorogato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 7 settembre 2020, e sono efficaci fino al 13 novembre 2020.

E’ fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli e delle linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande, e con esclusione dei predetti obblighi:
a) per i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva;
b) per i bambini di età inferiore ai sei anni;
c) per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché per coloro che per interagire con i predetti versino nella stessa incompatibilità.
È fortemente raccomandato l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche all’interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi.
L’utilizzo delle mascherine di comunità si aggiunge alle altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio (come il distanziamento fisico e l’igiene costante e accurata delle mani) che restano invariate e prioritarie.
Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sull’intero territorio nazionale si applicano le seguenti misure:
a) i soggetti con infezione respiratoria caratterizzata da febbre (maggiore di 37,5°) devono rimanere presso il proprio domicilio, contattando il proprio medico curante;
b) l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici è condizionato al rigoroso rispetto del divieto di assembramento, nonché della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro; è consentito l’accesso dei minori, anche assieme ai familiari o altre persone abitualmente conviventi o deputate alla loro cura, ad aree gioco all’interno di parchi, ville e giardini pubblici, per svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto nel rispetto delle linee guida del Dipartimento per le politiche;
c) è consentito l’accesso di bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all’aria aperta, con l’ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza predisposti in conformità alle linee guida del Dipartimento per le politiche della famiglia;
d) è consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività salvo che non sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti;
e) per gli eventi e le competizioni riguardanti gli sport individuali e di squadra ? riconosciuti dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali ? è consentita la presenza di pubblico, con una percentuale massima di riempimento del 15% rispetto alla capienza totale e comunque non oltre il numero massimo di 1000 spettatori per manifestazioni sportive all’aperto e di 200 spettatori per manifestazioni sportive in luoghi chiusi, esclusivamente negli impianti sportivi nei quali sia possibile assicurare la prenotazione e assegnazione preventiva del posto a sedere, con adeguati volumi e ricambi d’aria, a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia frontalmente che lateralmente, con obbligo di misurazione della temperatura all’accesso e l’utilizzo della mascherina a protezione delle vie respiratorie, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva, enti organizzatori. Le regioni e le province autonome, in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire, d’intesa con il Ministro della salute, un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi e degli impianti; con riferimento al numero massimo di spettatori per gli eventi e le competizioni sportive non all’aperto, sono in ogni caso fatte salve le ordinanze già adottate dalle regioni e dalle province autonome, purché nei limiti del 15% della capienza. Le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, che partecipano alle competizioni di cui al primo periodo della presente lettera, sono consentite a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni Sportive Nazionali;
f) l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, ovvero presso altre strutture ove si svolgono attività dirette al benessere dell’individuo attraverso l’esercizio fisico, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), fatti salvi gli ulteriori indirizzi operativi emanati dalle Regioni e dalle Province autonome;
g) lo svolgimento degli sport di contatto, come individuati con successivo provvedimento del Ministro dello Sport è consentito, da parte delle società professionistiche e ? a livello sia agonistico che di base ? dalle associazioni e società dilettantistiche riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP), nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; sono invece vietate tutte le gare, le competizioni e tutte le attività connesse agli sport di contatto, come sopra individuati, aventi carattere amatoriale; i divieti di cui alla presente lettera decorrono dal giorno della pubblicazione sulla gazzetta ufficiale del provvedimento del Ministro dello sport di cui al primo periodo;
h) al fine di consentire il regolare svolgimento di competizioni sportive nazionali e internazionali organizzate sul territorio italiano da Federazioni sportive nazionali e internazionali, Discipline sportive associate o Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI o dal CIP, che prevedono la partecipazione di atleti, tecnici, giudici e commissari di gara, e accompagnatori provenienti da paesi per i quali l’ingresso in Italia è vietato o per i quali è prevista la quarantena, questi ultimi, prima dell’ingresso in Italia, devono avere effettuato un test molecolare o antigenico per verificare lo stato di salute, il cui esito deve essere dichiarato, e verificato dal vettore. Tale test non deve essere antecedente a 72 ore dall’arrivo in Italia e i soggetti interessati, per essere autorizzati all’ingresso in Italia, devono essere in possesso dell’esito che ne certifichi la negatività e riporti i dati anagrafici della persona sottoposta al test per gli eventuali controlli. In caso di esito negativo del tampone i soggetti interessati sono autorizzati a prendere parte alla competizione sportiva internazionale sul territorio italiano, in conformità con lo specifico protocollo adottato dall’ente sportivo organizzatore dell’evento;
i) lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche è consentito soltanto in forma statica, a condizione che, nel corso di esse, siano osservate le distanze sociali prescritte e le altre misure di contenimento, nel rispetto delle prescrizioni imposte dal questore ai sensi dell’art. 18 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza;
l) le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo sono consentite a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali;
m) gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto sono svolti con posti a sedere pre-assegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, con il numero massimo di 1000 spettatori per spettacoli all’aperto e di 200 spettatori per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. Le attività devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali. Restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all’aperto quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni di cui alla presente lettera. Le regioni e le province autonome, in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire, d’intesa con il Ministro della salute, un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi; con riferimento al numero massimo di spettatori per gli spettacoli non all’aperto in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche o altri luoghi chiusi, sono in ogni caso fatte salve le ordinanze già adottate e che, dunque, possono essere prorogate dalle regioni e dalle province autonome;
n) restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso. Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto. Le feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose sono consentite con la partecipazione massima di 30 persone nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti. Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di evitare feste, nonché di evitare di ricevere persone non conviventi di numero superiore a sei. Sono consentite le manifestazioni fieristiche ed i congressi, previa adozione di Protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico, del Capo del Dipartimento della protezione civile, e secondo misure organizzative adeguate alle dimensioni ed alle caratteristiche dei luoghi e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro;
o) l’accesso ai luoghi di culto avviene con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro;
p) le funzioni religiose con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni;
q) il servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura è assicurato a condizione che detti istituti e luoghi, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, nonché dei flussi di visitatori (più o meno di 100.000 l’anno), garantiscano modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro. Il servizio è organizzato tenendo conto dei protocolli o linee guida adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome. Le amministrazioni e i soggetti gestori dei musei e degli altri istituti e dei luoghi della cultura possono individuare specifiche misure organizzative, di prevenzione e protezione, nonché di tutela dei lavoratori, tenuto conto delle caratteristiche dei luoghi e delle attività svolte; resta sospeso il libero accesso a tutti gli istituti e ai luoghi della cultura statali la prima domenica del mese;


r) ferma restando la ripresa delle attività dei servizi educativi e dell’attività didattica delle scuole di ogni ordine e grado secondo i rispettivi calendari, le istituzioni scolastiche continuano a predisporre ogni misura utile all’avvio nonché al regolare svolgimento dell’anno scolastico 2020/2021, anche sulla base delle indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-COV-2, elaborate dall’Istituto Superiore di Sanità. Sono altresì consentiti i corsi di formazione specifica in medicina generale nonché le attività didattico-formative degli Istituti di formazione dei Ministeri dell’interno, della difesa, dell’economia e delle finanze e della giustizia. I corsi per i medici in formazione specialistica e le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie e medica possono in ogni caso proseguire anche in modalità non in presenza. Sono altresì parimenti consentiti i corsi abilitanti e le prove teoriche e pratiche effettuate dagli uffici della motorizzazione civile e dalle autoscuole, i corsi per l’accesso alla professione di trasportatore su strada di merci e viaggiatori e i corsi sul buon funzionamento del tachigrafo svolti dalle stesse autoscuole e da altri enti di formazione, nonché i corsi di formazione e i corsi abilitanti o comunque autorizzati o finanziati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, gli esami di qualifica dei percorsi di IeFP, secondo le disposizioni emanate dalle singole Regioni nonché i corsi di formazione da effettuarsi in materia di salute e sicurezza, a condizione che siano rispettate le misure di cui al «Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione» pubblicato dall’INAIL. Al fine di mantenere il distanziamento sociale, è da escludersi qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa. Le riunioni degli organi collegiali delle istituzioni scolastiche ed educative di ogni ordine e grado possono essere svolte in presenza o a distanza sulla base della possibilità di garantire il distanziamento fisico e, di conseguenza, la sicurezza del personale convocato. Gli enti gestori provvedono ad assicurare la pulizia degli ambienti e gli adempimenti amministrativi e contabili concernenti i servizi educativi per l’infanzia. L’ente proprietario dell’immobile può autorizzare, in raccordo con le istituzioni scolastiche, l’ente gestore ad utilizzarne gli spazi per l’organizzazione e lo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, non scolastiche né formali, senza pregiudizio alcuno per le attività delle istituzioni scolastiche medesime. Le attività dovranno essere svolte con l’ausilio di personale qualificato, e con obbligo a carico dei gestori di adottare appositi protocolli di sicurezza conformi alle linee guida e di procedere alle attività di pulizia e igienizzazione necessarie. Alle medesime condizioni, possono essere utilizzati anche centri sportivi pubblici o privati;
s) sono sospesi i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, fatte salve le attività inerenti i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, nonché le attività di tirocinio da svolgersi nei casi in cui sia possibile garantire il rispetto delle prescrizioni sanitarie e di sicurezza vigenti;
t) nelle Università le attività didattiche e curriculari sono svolte nel rispetto delle linee guida del Ministero dell’università e della ricerca, nonché sulla base del protocollo per la gestione di casi confermati e sospetti di COVID-19;
u) a beneficio degli studenti che non riescano a partecipare alle attività didattiche o curriculari delle università e delle istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, tali attività possono essere svolte, ove possibile, con modalità a distanza, individuate dalle medesime università e istituzioni, avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità; le università e le istituzioni assicurano, laddove ritenuto necessario e in ogni caso individuandone le relative modalità, il recupero delle attività formative, nonché di quelle curriculari, ovvero di ogni altra prova o verifica, anche intermedia, che risultino funzionali al completamento del percorso didattico; le assenze maturate dagli studenti di cui alla presente lettera non sono computate ai fini della eventuale ammissione ad esami finali nonché ai fini delle relative valutazioni;
z) le attività di centri benessere, di centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza che sono erogate nel rispetto della vigente normativa), di centri culturali e di centri sociali sono consentite a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali;
– le attività commerciali al dettaglio si svolgono a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni; le suddette attività devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali;
– le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite sino alle ore 24.00 con consumo al tavolo e sino alle ore 21.00 in assenza di consumo al tavolo; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze dopo le ore 21 e fermo restando l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro; le attività di cui al primo periodo restano consentite a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali; continuano a essere consentite le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, nei limiti e alle condizioni di cui al periodo precedente;


– restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro;


– le attività inerenti ai servizi alla persona sono consentite a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali; resta fermo lo svolgimento delle attività inerenti ai servizi alla persona già consentite sulla base del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 26 aprile 2020 ;


– restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, i servizi bancari, finanziari, assicurativi nonché l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi;


– il Presidente della Regione dispone la programmazione del servizio erogato dalle aziende del trasporto pubblico locale, anche non di linea, finalizzata alla riduzione e alla soppressione dei servizi in relazione agli interventi sanitari necessari per contenere l’emergenza COVID-19 sulla base delle effettive esigenze e al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali, la cui erogazione deve, comunque, essere modulata in modo tale da evitare il sovraffollamento dei mezzi di trasporto nelle fasce orarie della giornata in cui si registra la maggiore presenza di utenti. Per le medesime finalità il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con decreto adottato di concerto con il Ministro della salute, può disporre, al fine di contenere l’emergenza sanitaria da COVID-19, riduzioni, sospensioni o limitazioni nei servizi di trasporto, anche internazionale, automobilistico, ferroviario, aereo, marittimo e nelle acque interne, anche imponendo specifici obblighi agli utenti, agli equipaggi, nonché ai vettori ed agli armatori;
– In ordine alle attività professionali si raccomanda che:
a) esse siano attuate anche mediante modalità di lavoro agile, ove possano essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
b) siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;
c) siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;
d) siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali;
– le attività degli stabilimenti balneari sono esercitate a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi. Detti protocolli o linee guida sono adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome. Per tali attività e nelle spiagge di libero accesso deve essere in ogni caso assicurato il mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro, secondo le prescrizioni adottate dalle Regioni, idonee a prevenire o ridurre il rischio di contagio, tenuto conto delle caratteristiche dei luoghi, delle infrastrutture e della mobilità. I protocolli o linee guida delle Regioni riguardano in ogni caso:
1) l’accesso agli stabilimenti balneari e gli spostamenti all’interno dei medesimi;
2) l’accesso dei fornitori esterni;
3) le modalità di utilizzo degli spazi comuni, fatte salve le specifiche prescrizioni adottate per le attività di somministrazione di cibi e bevande e di ristorazione;
4) la distribuzione e il distanziamento delle postazioni da assegnare ai bagnanti;
5) le misure igienico-sanitarie per il personale e per gli utenti;
6) le modalità di svolgimento delle attività ludiche e sportive;
7) lo svolgimento di eventuali servizi navetta a disposizione degli utenti;
8) le modalità di informazione agli ospiti e agli operatori circa le misure di sicurezza e di prevenzione del rischio da seguire all’interno degli stabilimenti balneari;
9) le spiagge di libero accesso;
nn) le attività delle strutture ricettive sono esercitate a condizione che sia assicurato il mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro negli spazi comuni, nel rispetto dei protocolli e delle linee guida adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio, tenuto conto delle diverse tipologie di strutture ricettive. I protocolli o linee guida delle Regioni riguardano in ogni caso:
1) le modalità di accesso, ricevimento, assistenza agli ospiti;
2) le modalità di utilizzo degli spazi comuni, fatte salve le specifiche prescrizioni adottate per le attività di somministrazione di cibi e bevande e di ristorazione;
3) le misure igienico-sanitarie per le camere e gli ambienti comuni;
4) l’accesso dei fornitori esterni;
5) le modalità di svolgimento delle attività ludiche e sportive;
6) lo svolgimento di eventuali servizi navetta a disposizione dei clienti;
7) le modalità di informazione agli ospiti e agli operatori circa le misure di sicurezza e di prevenzione del rischio da seguire all’interno delle strutture ricettive e negli eventuali spazi all’aperto di pertinenza.
Sull’intero territorio nazionale tutte le attività produttive industriali e commerciali rispettano i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali, nonché, per i rispettivi ambiti di competenza, il protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nei cantieri, sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e le parti sociali, e il protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nel settore del trasporto e della logistica sottoscritto il 20 marzo 2020.
Sono previste, inoltre, limitazioni agli spostamenti da e per l’estero, obblighi di dichiarazione in occasione dell’ingresso nel territorio nazionale dall’estero e la sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario e obblighi di sottoporsi a test molecolare o antigenico a seguito dell’ingresso nel territorio nazionale dall’estero.

Prova di regolarità della notifica postale in caso di irreperibilità relativa

La parola passa alle Sezioni Unite della Cassazione che dovranno risolvere il contrasto formatosi in giurisprudenza in merito alla prova di regolarità della notifica degli atti tributari eseguita mediante servizio postale, nelle ipotesi di temporanea irreperibilità del destinatario: è sufficiente la prova di spedizione della raccomandata oppure è necessario l’avviso di ricevimento firmato dal contribuente (Ordinanza 08 ottobre 2020, n. 21714)

La decisione della Cassazione è stata sollecitata dal caso di una contribuente che ha impugnato la cartella di pagamento per omesso o inesatto versamento dell’IRPEF, contestando la giuridica inesistenza o comunque la nullità delle notificazioni degli avvisi di accertamento prodromici alla cartella.
Nella fattispecie, la notifica degli avvisi di accertamento è stata effettuata a mezzo del servizio postale, senza consegna da parte dell’addetto al recapito, per temporanea assenza del destinatario (nonché delle persone abilitate a riceverli); quindi, gli avvisi di accertamento sono stati depositati presso l’ufficio postale (e non ritirati entro il termine di dieci giorni). Ai fini della prova della regolarità della notifica, sono stati prodotti gli avvisi di ricevimento recanti l’annotazione dell’agente postale di avvenuta spedizione (con data e numero della missiva) della raccomandata di comunicazione di avvenuto deposito (C.A.D.).
I giudici tributari hanno respinto il ricorso ritenendo accertata la regolarità delle notifiche degli avvisi di accertamento prodromici all’opposta cartella, effettuate a mezzo del servizio postale.


La pronuncia è stata impugnata dal contribuente che ha eccepito, tra l’altro la nullità delle notifiche degli avvisi di accertamento in quanto eseguite a mezzo del servizio postale, ma non perfezionate per mancata produzione degli avvisi di ricevimento delle raccomandate di comunicazione di avvenuto deposito (C.A.D.) del plico, previste in caso di temporanea irreperibilità del destinatario (cd. “irreperibilità relativa”).


In altri termini, la questione su cui è chiamata a pronunciarsi la Corte di Cassazione è:
in che modo deve essere provata, giudizialmente, la regolarità del procedimento notificatorio compiuto a mezzo posta nell’ipotesi della cd. “irreperibilità relativa del destinatario”, considerato che la normativa in materia fa obbligo all’operatore postale di dare notizia al destinatario del compimento delle relative formalità e del deposito del piego presso l’ufficio postale “mediante avviso in busta chiusa a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento”.


La questione, però, è stata rimessa alle Sezioni Unite della Corte Suprema, in considerazione dei diversi e opposti indirizzi assunti in materia dalla giurisprudenza della stessa Corte Suprema, rinviando la questione alle Sezioni Unite per la composizione del contrasto giurisprudenziale e la definizione di un indirizzo univoco.

TESI N. 1 – PROVA DELLA SPEDIZIONE DELLA RACCOMANDATA C.A.D.

Secondo tale indirizzo, la notificazione a mezzo posta, qualora l’agente postale non possa recapitare l’atto, si perfeziona, per il destinatario, trascorsi dieci giorni dalla data di spedizione della lettera raccomandata contenente l’avviso della tentata notifica e la comunicazione di avvenuto deposito del piego presso l’ufficio postale, sicché, ai fini della sua ritualità, è richiesta la sola prova della spedizione della missiva raccomandata cd. C.A.D. (che si evince dal numero della raccomandata di spedizione indicata sull’avviso di ricevimento) e non anche della sua avvenuta ricezione.
L’interpretazione si basa, valorizzandone il significato sistematico, sul disposto precettivo della norma secondo cui “la notificazione si ha comunque per eseguita trascorsi dieci giorni dalla data di spedizione della lettera raccomandata” di comunicazione dell’avviso di deposito del piego.
Con tale espressa e puntuale previsione, in caso di irreperibilità temporanea del destinatario dell’atto, il legislatore ha inteso correlare, in via assoluta e generale (in tal senso deponendo l’utilizzo della locuzione “comunque”), il perfezionamento dell’iter notificatorio a mezzo posta all’evento “spedizione” (e non già ricezione) della cd. C.A.D., e precisamente al decimo giorno successivo all’invio della raccomandata.
La fattispecie complessa costituita dalla spedizione della C.A.D. e dal decorso del tempo prescritto, realizza, per chiara opzione positiva, la conoscenza legale dell’atto ad opera del destinatario, rilevante (salva un’anteriore conoscenza effettiva, conseguita con il materiale ritiro del piego prima del trascorrere dei dieci giorni) quale dies a quo per l’esplicazione delle attività difensive legate all’atto notificato (ad esempio, per l’impugnativa giurisdizionale dell’atto impositivo tributario).
La norma realizza – contemperandoli – due diversi e contrapposti interessi:
– quello del notificante, acché sia comunque assicurato un termine finale per il perfezionamento del procedimento di notificazione dallo stesso promosso, spirato il quale, appunto, “la notificazione si ha per eseguita” anche in mancanza di ritiro del piego depositato da parte del destinatario, che pertanto, da tale momento, “ha la legale conoscenza dell’atto”;
– quello del notificato – nei casi di mancato recapito del piego – a disporre di un termine ragionevole per il ritiro dello stesso presso l’ufficio postale preposto alla consegna, dal momento che la previsione di tale termine risponde al fondamentale diritto del destinatario della notificazione ad essere posto in condizione di conoscere, con l’ordinaria diligenza e senza necessità di effettuare ricerche di particolare complessità, il contenuto dell’atto e l’oggetto della procedura instaurata nei suoi confronti, non potendo ridursi il diritto di difesa del destinatario medesimo ad una garanzia di conoscibilità puramente teorica dell’atto notificatogli.
In questa prospettiva, l’avviso di ricevimento (quello presentato dall’ufficiale giudiziario o dal messo notificatore all’ufficio postale, unitamente alla busta chiusa contenente l’atto da notificare) è documento idoneo e ad un tempo sufficiente a dare prova della ritualità del procedimento notificatorio.
Non si ritiene necessaria la dimostrazione della ricezione della C.A.D. ad opera del destinatario, ovvero la produzione del secondo avviso di ricevimento, quello concernente la raccomandata informativa: siffatta comunicazione, tenuto conto del suo contenuto (riferito unicamente alle attività svolte dall’agente postale, senza alcuna notizia sull’intrinseco dell’atto notificato), configura soltanto una modalità di rafforzamento dell’iter notificatorio già perfezionatasi.

TESI N. 2 – PROVA DEL RICEVIMENTO DELLA RACCOMANDATA C.A.D.

Secondo tale tesi, invece, in tema di notificazione a mezzo posta, la prova dei perfezionamento del procedimento notificatorio nel caso di irreperibilità relativa del destinatario deve avvenire attraverso l’esibizione in giudizio dell’avviso di ricevimento della raccomandata contenente la comunicazione di avvenuto deposito (C.A.D.), in quanto solo l’esame di detto avviso consente di verificare che il destinatario abbia avuto effettiva conoscenza del deposito dell’atto presso l’ufficio postale e che ne sia stato pertanto tutelato il diritto di difesa.
L’interpretazione della norma qui formulata reputa “imprescindibile” per il vaglio di regolarità della notifica, l’esibizione in giudizio anche dell’avviso di ricevimento relativo alla raccomandata contenente la C.A.D., in considerazione del fatto che solo la verifica dell’effettivo e corretto inoltro di tale avviso di ricevimento a cura dell’ufficiale postale consente di acquisire la prova che sia stata garantita al notificatario l’effettiva conoscenza dell’avvenuto deposito dell’atto presso l’ufficio postale.
Con la premessa che “le garanzie di conoscibilità dell’atto da parte del destinatario, perché sia assicurata una reale tutela al diritto di difesa riconosciuto dalla Costituzione, devono essere ispirate ad un criterio di effettività”, viene posto in evidenza che dall’avviso di ricevimento, e dalle annotazioni che l’agente postale appone su di esso quando lo restituisce al mittente, può emergere che la raccomandata non è stata consegnata perché il destinatario risulta trasferito, oppure deceduto o, ancora, per altre ragioni le quali comunque rivelano che l’atto in realtà non è pervenuto nella sfera di conoscibilità dell’interessato e che, dunque, l’effetto legale tipico, a tale evento ancorato, non si è prodotto.
L’ulteriore adempimento processuale gravante sul notificante (ed il conseguente controllo giudiziale) è postulato, implicitamente ma inequivocabilmente, dalla previsione normativa che impone la spedizione della C.A.D. con raccomandata non semplice, bensì corredata da avviso di ricevimento, il quale deve pertanto essere allegato all’originale dell’atto, a pena di nullità della notifica.
In tale impostazione, il perfezionamento della notifica per il destinatario con il decorso di dieci giorni dalla spedizione della raccomandata della C.A.D. degrada ad “effetto provvisorio o anticipato, destinato a consolidarsi con l’allegazione dell’avviso di ricevimento, le cui risultanze possono confermare o smentire che la notifica abbia raggiunto lo scopo cui era destinata”.

Imposta incompatibile con il diritto comunitario: termini per istanza di rimborso

La Corte di Cassazione ha affermato che ai fini del rimborso delle maggiori ritenute subite su incentivo all’esodo, dichiarate indebite per effetto di successiva sentenza della Corte di giustizia che ne ha stabilito la non conformità all’ordinamento comunitario, il termine di prescrizione per presentare la domanda decorre comunque dalla data di versamento (Ordinanza 12 ottobre 2020, n. 21979)

IL CASO

La controversia trae origine dal diniego dell’Agenzia delle Entrate alla richiesta di rimborso presentata dal contribuente per le indebite ritenute subite sulle somme per incentivo all’esodo, in considerazione della sentenza della Corte di Giustizia che ha ritenuto la disciplina fiscale in materia, in contrasto col principio delle pari opportunità previsto dal diritto comunitario.
Il diniego era motivato dalla tardiva presentazione dell’istanza di rimborso, effettuata oltre il termine di 48 mesi dal momento in cui la ritenuta IRPEF risultava operata.
I giudici tributari, invece, hanno ritenuto tempestiva la domanda di rimborso, individuando il termine di decorrenza per la prescrizione del diritto al rimborso, dalla data di pronuncia del giudice europeo.

DECISIONE DELLA CASSAZIONE

La Corte di Cassazione, su ricorso dell’Agenzia delle Entrate, ha riformato la decisione dei giudici tributari.
La questione sottoposta all’esame della Suprema Corte riguarda se il termine di decadenza di 48 mesi, previsto dalla normativa tributaria, per il diritto al rimborso di un’imposta che sia stata dichiarata, in epoca successiva all’indebito versamento, incompatibile con il diritto comunitario da una sentenza della Corte di giustizia, decorra comunque dalla data del versamento, oppure da quella in cui è intervenuta la pronuncia che ne ha sancito la non conformità all’ordinamento comunitario.
I giudici della Suprema Corte hanno affermato che il termine di decadenza per il rimborso delle imposte sui redditi, decorrente dalla “data del versamento” o da quella in cui “la ritenuta è stata operata”, opera anche nel caso in cui l’imposta sia stata pagata sulla base di una norma successivamente dichiarata in contrasto con il diritto dell’Unione Europea da una sentenza della Corte di giustizia. Ciò in quanto, l’efficacia retroattiva di detta pronuncia – come quella che assiste la declaratoria di illegittimità costituzionale – incontra i limite dei rapporti esauriti, ipotizzabile allorché sia maturata una causa di prescrizione o decadenza.
Tale interpretazione si basa sui principi di certezza del diritto e delle situazioni giuridiche soggettive, cui gli istituti della prescrizione e della decadenza sono finalizzati ed a cui il Legislatore, nei principio della ragionevolezza, deve adeguarsi, salvo l’intangibilità dei cd. rapporti esauriti.


In materia tributaria, sulla base di tali principi, solitamente è esclusa l’applicazione della disciplina prevista per l’indebito di diritto comune, proprio in quanto, per il rimborso di imposte non dovute vige un regime speciale basato sull’istanza di parte, da presentare, a pena di decadenza dal relativo diritto, nei termine previsto dalle singole leggi di imposta, o, in mancanza di queste, dalle norme sul contenzioso tributario. In particolare:
– la disciplina specifica in materia di rimborso delle imposte sui redditi, stabilisce il dies a quo nella “data dei versamento” o in quella “in cui la ritenuta è stata operata”;
– la disciplina del contenzioso tributario, in via residuale, stabilisce che la domanda di restituzione, in mancanza di disposizioni specifiche, non può essere presentata dopo due anni dal pagamento ovvero, se posteriore, dal giorno in cui si è verificato il presupposto per la restituzione.
Da tali norme non può prescindersi ogni qual volta si tratti di stabilire il computo di un termine decadenziale; ne consegue un’interpretazione rigorosa che identifica nel giorno del versamento il dies a quo (come tale non computabile) del termine di decadenza per l’esercizio del diritto al rimborso dell’importo pagato.


Con riferimento al caso in esame la Corte di Cassazione ha precisato che la decorrenza del termine va computata comunque dal giorno successivo al versamento poi rivelatosi indebito. Il fatto che una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione Europea, con effetto retroattivo, abbia dichiarato in contrasto con una direttiva comunitaria self executing una norma nazionale di agevolazione fiscale, ampliandone la portata soggettiva, non è sufficiente a mutare le regole vigenti in materia di decadenza, considerata la posizione del soggetto che, in vigenza della norma che lo escludeva dal beneficio, è rimasto inerte fino all’intervento della sentenza (o anche successivamente), così trovandosi in tutto o in parte decaduto dal diritto al rimborso. Si concretizza una situazione recessiva rispetto al principio della certezza delle situazioni giuridiche, che riceverebbe un grave vulnus, in ragione della sostanziale protrazione a tempo indeterminato dei rapporti tributari che ne deriverebbe.
Spetta al solo legislatore, in casi come quello del sopravvenire di una legge retroattiva, la valutazione discrezionale, nel rispetto dei principi costituzionali coinvolti, in ordine all’eventuale introduzione di norme che prevedano termini e modalità di “riapertura” di rapporti esauriti.

Modificato il modello relativo al Superbonus e approvate le specifiche tecniche


Apportate modifiche al modello per la comunicazione dell’opzione relativa agli interventi di recupero del patrimonio edilizio, efficienza energetica, rischio sismico, impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica, approvato con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate dell’8 agosto 2020, e alle relative istruzioni. Approvate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica del modello di comunicazione (Agenzia delle Entrate – Provvedimento 12 ottobre 2020, n. 326047).

L’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento n. 283847/2020, ha approvato le disposizioni di attuazione degli articoli 119 e 121 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, per l’esercizio delle opzioni relative alle detrazioni spettanti per gli interventi di ristrutturazione edilizia, recupero o restauro della facciata degli edifici, riqualificazione energetica, riduzione del rischio sismico, installazione di impianti solari fotovoltaici e infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici.
In particolare, è stato approvato il modello da utilizzare per comunicare all’Agenzia delle Entrate le suddette opzioni, a decorrere dal 15 ottobre 2020.
Con il provvedimento del 12 ottobre 2020, n. 326047, l’Agenzia ha approvato le specifiche tecniche per l’invio del modello di comunicazione. Sono, inoltre, apportate alcune lievi modifiche al modello e alle relative istruzioni, al fine di gestire le opzioni relative a tutte le tipologie di interventi indicati all’articolo 121 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34.